Lavoro | Com’è Cambiato Negli Ultimi Anni

Lavoro | Com’è Cambiato Negli Ultimi Anni

In questo articolo voglio dare il mio contributo sull’argomento del mondo del lavoro ai giorni nostri, di come sta cambiando e di come dobbiamo cambiare anche noi per evitare di subire passivamente, e con disagio, i recenti cambiamenti.

Negli ultimi venti anni,

Il mondo del lavoro si è modificato profondamente.

I beni sono aumentati e i mercati si sono allargati fino a diventare “globali”.

La classica forma di lavoro a tempo indeterminato, dominante nel nostro sistema economico, ha decisamente perso il suo ruolo centrale, affiancata da nuove forme contrattuali.

È nato il part-time, che rende felici le mamme ma talvolta rende necessario aggiungervi un’altra occupazione, per raggiungere un reddito accettabile.

Ed è nata la cosiddetta flessibilità, che riguarda i contratti atipici, dalle collaborazioni continuative al lavoro interinale. Questa inizialmente viene riservata a situazioni eccezionali e riguarda circa il 10% del totale dei lavoratori in azienda. Ma in seguito qualcosa cambia. Il decreto legislativo n. 368 del 2001, estende l’uso dei contratti a termine. Così si diffonde il lavoro flessibile, e con loro, la precarietà, cioè l’incertezza del domani.

Ma siamo poi così sicuri che:

Il lavoro in maniera precaria o autonoma sia così male?

Ricordiamo che il tradizionale lavoro a tempo indeterminato, con la scansione di otto ore al giorno, sei giorni a settimana, stabilendo dei tempi precisi per la professione e per la vita privata, lascia margini molto ristretti, anche se certi, per tutte le attività fuori del tempo lavorativo.

Ma questa riorganizzazione dei tempi lavorativi, a ben vedere, rappresenta una forma di schiavismo moderno, aggravata dal fatto che la nostra società ha reso il contratto a tempo indeterminato addirittura desiderabile, la meta professionale ambita dalla maggior parte degli individui. Chi non conosce persone che aspirano soltanto a un posto di lavoro fisso, con ferie pagate e ogni tipo di tutela?

Ai tempi dei nostri genitori tutto ciò era la regola, l’occupazione era quella della fabbrica o dell’ufficio, che la maggior parte delle persone si teneva per tutta la vita. Certo che così, a lungo andare, poteva subentrare la noia e le persone creative, sempre nello stesso impiego, prima o poi perdevano la propria creatività, annientata spesso insieme allo spirito critico.

Meglio lavorare in libertà, allora.

Però sappiamo anche che le forme di lavoro flessibile, con la loro controversa libertà, non sempre migliorano la vita, anzi. Difatti molte persone, per raggiungere un determinato ammontare di reddito, svolgono più lavori in una sola giornata, facendosi letteralmente “rubare la vita”.

Ma, allora, direte, non c’è via di uscita?

Si, vi dico, cambiare si può anzi, si deve. Dobbiamo imparare a governare la precarietà, e non farci governare da lei.

Se i cambiamenti del sistema del lavoro ci rendono sempre più schiavi, si rende necessario un cambiamento anche nel nostro modo di pensare, per migliorare professionalmente e personalmente e riappropriarci della vita, quella vita che ci stanno rubando.

Certo, cambiare non è facile, difatti molti, incapaci di affrontare le nuove sfide, preferiscono affidarsi a sistemi improbabili come il gioco del lotto o sperare che qualcosa prima o poi accada.

Ma chi, invece, è disposto a mettersi in gioco, può iniziare ripensando completamente il proprio concetto del lavoro e scegliere un percorso di miglioramento personale e professionale che gli consenta di crearsi il lavoro a propria misura.

E allora, basta accettare ciò che non ci piace e ci ruba la vita ! basta subire passivamente!

È tempo di dare una svolta alla propria vita, migliorando tutti gli aspetti: personale, professionale e finanziario!

In questo senso, va riconosciuto che la crisi offre un’opportunità unica perché, a fronte di difficoltà a trovare un lavoro in qualunque settore, permette di concentrarsi serenamente su ciò che coinvolge veramente.

Una volta immaginato l’attività, l’impresa o il lavoro che ci piacerebbe fare, si deve iniziare a progettare e a prepararsi con il giusto training.

A questo punto che ne diresti di mettermi un +1?

Un piccolo sforzo per te, fonte di grande soddisfazione per me!

Ma perché allenarsi?

Qualunque sfida richiede impegno. Anche un incontro sul ring è il frutto di un duro e lungo allenamento. E, più l’incontro è importante, maggiori sono gli sforzi necessari per prepararsi. Più sono grandi i traguardi, più costano fatica e tempo.

Non è così anche in natura? Pensate a quanta fatica fa il bruco per diventare crisalide e poi farfalla. Alcuni muoiono addirittura nella trasformazione. Ma non ne vale la pena, forse?

Ma, vi chiederete, cosa si deve fare per migliorare la propria vita? Da che parte cominciare? Come si progetta il proprio futuro?

Qualunque cosa vogliate intraprendere, che sia, ad esempio, il lavoro da sempre desiderato (ma ciò vale anche se volete dimagrire i chili di troppo o conquistare la donna dei vostri sogni), il primo passo da fare è una seria analisi delle proprie competenze e capacità, indispensabile per dare sostanza, al vostro sogno.

Il lavoro che desideri, puoi creartelo. Seguimi, e ti mostrerò come fare. Tanti ci sono già riusciti, compreso me. Ora tocca a te.

THE END
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AUTHOR: MAURO STUPATO
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Nato nel lontano 1970 con attitudini per la matematica fin da piccolo. A 12 anni si diverte a modificare i videogiochi in Basic col Commodore 64 e da qui prosegue verso gli studi di ingegneria informatica continua...

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