Concorsi Pubblici | Ne vale la pena?

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Concorsi Pubblici | Ne vale la pena?

Conviene puntare sui concorsi pubblici per trovare lavoro?

Cosa erano i concorsi pubblici

Un tempo trovare subito lavoro tramite i concorsi pubblici era vantaggioso e piuttosto semplice, ne venivano indetti molti e per parecchie qualifiche, con un gran numero di posti a disposizione e la possibilità, se non si veniva assunti subito, di rientrare in graduatorie da cui i vari enti interessati avrebbero attinto in futuro.

Si poteva quindi sperare di arrivare all’agognato “posto fisso”, tranquillo e sicuro per definizione, in tempi brevi, con una preparazione minima e un po’ di fortuna.

Cosa sono i concorsi pubblici attualmente?

In tempi più recenti le cose hanno iniziato a cambiare, sia per quantità che per qualità di concorsi pubblici indetti, per cui adesso trovare delle offerte lavoro tramite i concorsi pubblici è diventato, per vari motivi che elencheremo di seguito, una vera e propria chimera, faticosa da inseguire e quasi impossibile da raggiungere.

Motivi per non puntare sui concorsi pubblici per cercare lavoro

  • Il primo motivo è che vengono indetti sempre meno concorsi pubblici, in parte a causa del blocco del turn over negli enti, per cui anche se qualcuno va in pensione (ammesso che ci riesca, visto il continuo innalzamento dell’età per potervi andare) nessuno viene assunto in sostituzione, in parte perché sembra sempre che siano già in troppi ad occupare posizioni all’apparenza di favore.
  • Il secondo è che solitamente si tratta di concorsi pubblici con richieste di abilità di tipo specialistico, proprio perché si tratta di figure insostituibili e che necessitano di competenze specifiche non attribuibili ad altre persone (è per esempio il caso dei primari ospedalieri).
  • Il terzo è che, parlando invece di figure “normali” quali impiegati, addetti alla manutenzione , bibliotecari, uscieri (tanto per fare degli esempi) si tratta di concorsi pubblici per un (e sottolineiamo UN) solo posto, che non prevedono graduatorie da utilizzarsi in un secondo momento; nemmeno da dire che in questi casi a fronte di un posto arrivano migliaia di domande di candidatura.
  • Il quarto motivo (valido in effetti anche quando non si parla di concorsi pubblici) è che quell’unico posto è spesso, se non sempre, già riservato da un membro della commissione all’amico del cugino dello zio… e via dicendo.
  • Il quinto motivo è rappresentato dal fatto che i concorsi pubblici sono solitamente indetti “per titoli ed esami”; vengono cioè richiesti soltanto i titoli di studio conseguiti e la preparazione su varie materie, senza minimamente tenere conto di eventuali esperienze lavorative pregresse e delle competenze acquisite sul campo. Quindi la speranza di veder riconosciute le proprie capacità va a farsi letteralmente benedire, perché ai concorsi pubblici non è ammessa la presentazione dei Curriculum Vitae.
  • Il sesto motivo è che sempre più frequentemente i concorsi pubblici vengono sì banditi con una data di scadenza, ma poi durano anni, con un continuo rimandare il calendario con le date delle prove d’esame. Generalmente, sono previsti almeno due mesi solo per valutare la correttezza formale delle domande per una prima scrematura e decidere chi è ammesso alle preselezioni (di solito batterie di test a casaccio), figurarsi poi organizzare le prove in questione! È anche già successo che un concorso venga “interrotto” dopo le prove scritte, o, addirittura, non venga mai iniziato.
  • Il settimo motivo consiste nel tempo e nel denaro da investire nella preparazione ai concorsi pubblici: ai costi per l’invio della domanda (cosa credevate, che la possibilità di lavorare si possa chiedere gratuitamente? Si parla sia di spese per la raccomandata con ricevuta di ritorno – la tecnologia e la posta elettronica non sono ammesse, tutto è da svolgersi burocraticamente “a mano” – sia di una cifra, variabile da concorso a concorso, da versare per poter partecipare) vanno aggiunti infatti quelli per il materiale (a seconda degli argomenti è necessario comprare libri che non sempre risultano poi utili per un eventuale altro concorso, soprattutto per quel che riguarda le varie legislazioni e regole del lavoro, che mutano alla velocità della luce e necessitano quindi di continui aggiornamenti). Inoltre il tempo che si dovrà occupare per studiare, si potrebbe impiegare per lavorare già, comodamente da casa, sfruttando le tante opportunità che oggigiorno internet offre.
  • L’ultimo ma non meno importante motivo è che sempre più spesso si sente parlare di tagli di personale anche nel settore pubblico: affrontare un concorso, con relative spese di trasporto e/o di alloggio (il luogo dove si affrontano le prove scritte e poi orali del concorso non è sempre a portata di mano, soprattutto se l’ente banditore ha una sede centrale ed uffici sparsi lungo la penisola) e tempo perso nella preparazione diventa oneroso e faticoso con il rischio di trovarsi – sempre che si riesca a vincere ed entrare nei fortunati assunti – comunque con un pugno di mosche in mano.

 

Dove rivolgersi per trovare lavoro invece di partecipare ai concorsi pubblici

Se nonostante tutto ciò che abbiamo scritto, proprio si vuole tentare la carta dei concorsi pubblici, vale la pena farlo “a tempo perso” e prepararlo (ammesso che se ne trovi uno a cui partecipare) nei ritagli di tempo che rimangono rivolgendosi ad attività più interessanti, redditizie e soddisfacenti, quali quelle del business online.

Sia che si tratti di trovare un lavoro o di cambiarne uno che non ci soddisfa (a livello economico o personale poco cambia) guardarsi in giro e puntare al mondo del lavoro online può rivelarsi la mossa vincente: blogging, networking (se proprio si desidera fare vita da ufficio si può pensare al coworking, per dividere spazi ed attrezzature e magari anche le competenze), ed anche il network marketing, online od offline che sia, offrono ottime opportunità a chi sa coglierle, garantendo soddisfazioni economiche ma – soprattutto – personali: chi meglio di noi stessi può sapere cosa ci piace fare per vivere?

THE END
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AUTHOR: MAURO STUPATO
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Nato nel lontano 1970 con attitudini per la matematica fin da piccolo. A 12 anni si diverte a modificare i videogiochi in Basic col Commodore 64 e da qui prosegue verso gli studi di ingegneria informatica continua...

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